LIBRETTO DEL FABBRICATO

 

Il  Comune di Roma rilancia il tema della sicurezza. Approvata in Giunta comunale la Delibera per istituire il fascicolo del Fabbricato. In base alla Legge regionale n.31 del 12 settembre 2002 (art.1: i Comuni hanno la facoltà nell’ambito della propria competenza territoriale di istituire il fascicolo del fabbricato) ed in assenza del Regolamento che la Giunta regionale doveva approvare entro 90 giorni dalla suddetta Legge (cioè entro il 15 gennaio 2003) l’Amministrazione comunale – dichiara l’Assessore ai Lavori Pubblici Giancarlo D’Alessandro – fa la sua parte e si avvale della facoltà di istituire il Fascicolo del fabbricato nel territorio capitolino. Il provvedimento è esteso sia alle costruzioni esistenti che alle nuove realizzazioni, pubbliche e private.

La salvaguardia del patrimonio cittadino è una preoccupazione primaria di questa Amministrazione – continua l’Assessore D’Alessandro – per questo istituiamo il “Fascicolo” che le famiglie dovranno predisporre nei termini prescritti:

entro 12 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento per gli edifici realizzati entro il 1939,

entro 24 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento per gli edifici costruiti tra il 1940 e il 1971;

entro 48 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento per gli edifici realizzati tra il 1972 e il 31 dicembre del 2003. Le nuove costruzioni dovranno dotarsi del Fascicolo contestualmente all’ottenimento dell’abitabilità o dell’agibilità.

Al più presto prepareremo – racconta D’Alessandro – una mappatura informatizzata della città di Roma che evidenzi le differenti situazioni geologiche.

Il Comune di Roma intende prevenire situazioni di pericolo e non vuole più muoversi sull’onda dell’emotività creata da eventuali e deprecabili disastri. A Roma ci sono quasi 500 mila immobili – fa capire D’Alessandro -, dei quali gran parte ha una età che va dai 100 ai 50 anni. Ad avvalorare l’importanza della nostra decisionespiega ancora D’Alessandro – c’è l’Ordinanza n. 3274 del 20 /03/2003, del Premier Berlusconi, pubblicata sul supplemento ordinario n. 72 della G.U. 105 dell’8 maggio 2003: Roma da zona non classificata viene per la prima volta classificata zona sismica, con grado 3, e viene stabilito tra le altre cose (art. 2 comma 3) il termine massimo di 5 anni per effettuare i controlli sugli stabili.

 Il “libretto”, firmato da tecnico abilitato ed iscritto ad Albo professionale, dovrà essere compilato su CD Rom e poi presentato agli Uffici del IX Dipartimento (viale della Civiltà del Lavoro, 10). Per ogni informazione sono a disposizione gli Uffici del IX Dipartimento in via della Civiltà del Lavoro – 10 -.

L’Amministrazione comunale darà il buon esempio. Il Campidoglio farà fare il libretto al suo patrimonio immobiliare a cominciare dal Palazzo Senatorio, si spera che lo stesso faccia il Governo. A questo proposito – conclude D’Alessandro – invieremo una lettera a tutti i Ministri (nonché ai loro Direttori Generali) per

esortarli ad accelerare i tempi di realizzazione del “fascicolo”.

 Per rendere più semplice, trasparente ed economico la redazione del fascicolo, sono stati siglati una serie di protocolli, d’intesa con gli ordini professionali, le associazioni della proprietà e degli amministratori dei condomini che prevedano tariffe contenute e precise.

 Più informazione verso i cittadini. Visto che sono vicine le prime scadenze, il Comune di Roma – assicura l’Assessore - sta per avviare organizzare un’ampia campagna d’informazione. E’ già pronto un manifesto istituzionale che sarà inviato alle Associazioni dei proprietari, agli Amministratori e agli Ordini professionali

 “Per venire incontro alle richieste delle Associazioni dei proprietari – spiega quindi D’Alessandro – ci attiveremo per cercare altri fondi, magari attraverso i finanziamenti europei, ma siamo pronti a vagliare nuove strade: per esempio abbiamo intenzione di aprire un discorso con l’associazione delle Assicurazioni e con quella delle Banche.”.

 Ci sono delle leve su cui poter lavorare:

·     Agevolazioni. In base alla Delibera consiliare del 03/03/2003 ogni proprietario di immobile, ai fini della spesa sostenuta per il fascicolo, può usufruire di una specifica detrazione dell’imposta Comunale sugli Immobili (ICI) pari a 12,91 Euro. E’ cumulabile anche il 36% - fino al 30 settembre 2003 - ma sono strumenti limitati, per questo si pensa alla:

     ·     Copertura finanziaria. L’Amministrazione comunale chiederà che una parte dei fondi che lo Stato destina alle Regioni per il recupero del patrimonio edilizio esistente, ai sensi degli articoli 1 e 4, primo comma, lettera c, della legge 457/ 5 agosto 1978 - e successive modificazioni, secondo le modalità previste dalla normativa vigente – siano destinate alla sicurezza, sia cioè previsto il capitolo di bilancio che assicuri la copertura finanziaria finalizzata proprio alla realizzazione del fascicolo del fabbricato.

L’insieme dei documenti raccolti, delle indagini bibliografiche e dei sopralluoghi costituirà la base delle informazioni per la redazione della relazione finale.

Sulla base di questa relazione sarà responsabilità della proprietà scegliere di fermare le indagini a questo stadio o predisporre un certificato d’idoneità statica.

Il fascicolo dovrà essere disponibile presso l’immobile accessibile ai proprietari ed agli inquilini ed essere esibito su richiesta delle autorità.

Il fascicolo dovrà essere aggiornato, da parte del responsabile dell’immobile, annotando le modifiche strutturali intervenute successivamente

NOTA TECNICA

 Cos’è il fascicolo del fabbricato. Il fascicolo è l’insieme dei documenti che fotografa la situazione riguardante la natura del sottosuolo e dell’immobile, nel suo complesso e nelle singole parti, riscontrando i requisiti di sicurezza e le eventuali criticità. Dovrà essere ripetuto ogni 8 anni. Il Certificato dovrà essere realizzato da un professionista e validato, a garanzia del cittadino, dagli Uffici comunali. Uno strumento non particolarmente costoso (costo in base alla rendita catastale stabilita con un protocollo d’intesa redatto dal Comune di Roma insieme agli Ordini professionali, i Collegi e VV.FF.) Lo schema di realizzazione è stato fatto in modo da garantire la qualità del prodotto e uniformità di giudizi.

 Si tratta di un primo semplice controllo utile a prevenire. I drammatici fatti di via di Vigna Jacobini a Roma, che hanno fatto seguito ad altri eventi simili, hanno reso evidente la necessità di predisporre uno strumento che desse una risposta a questa esigenza.

 Il fascicolo del fabbricato deve contenere:

·     Planimetrie e grafici che descrivano le caratteristiche dell’immobile e delle singole unità immobiliari nel momento della costituzione del fascicolo dell’immobile evidenziando le eventuali modifiche strutturali intervenute;

·     le caratteristiche del sottosuolo;

·     la tipologia delle fondazioni e della struttura portante;

·     l’eventuale presenza di fessurazioni o lesioni;

·     la rispondenza alle norme degli impianti.

 L’insieme dei documenti raccolti, delle indagini bibliografiche e dei sopralluoghi costituirà la base delle informazioni per la redazione della relazione finale che indicherà alla proprietà:

·        la natura delle operazioni eseguite;

·        l’avvenuto completo accesso o meno a tutte le parti del fabbricato,

·        le eventuali carenze documentali e la loro essenzialità o meno per una più completa redazione del giudizio;

·        gli eventuali elementi di criticità riscontrati sia nell’esame dei documenti che dagli esami visivi dei luoghi,

·        i fatti storici intervenuti che hanno modificato elementi essenziali dell’immobile;

·        la necessità o meno di ricorrere ad altri esami e la redazione di documenti più approfonditi.

Sulla base di questa relazione sarà responsabilità della proprietà scegliere di fermare le indagini a questo stadio o predisporre un certificato d’idoneità statica.

Il fascicolo dovrà essere disponibile presso l’immobile accessibile ai proprietari ed agli inquilini ed essere esibito su richiesta delle autorità.

Il fascicolo dovrà essere aggiornato, da parte del responsabile dell’immobile, annotando le modifiche strutturali intervenute successivamente.

Dati storici. Il Consiglio comunale ha approvato con delibera n° 166 del 4.11.1999 l’adozione del fascicolo del fabbricato, quindi è stata istituita una Commissione di tecnici (scelti dal Comune insieme agli Ordini Professionali) per realizzare lo schema del fascicolo che è stato approvato dalla Giunta Comunale in data con delibera n° 473 del maggio 2000. Successivamente alla sospensiva determinata dal Tar Lazio il vuoto legislativo è stato colmato dalla Legge regionale n.31 del 12 settembre 2002. In mancanza del Regolamento che la Giunta regionale doveva approvare entro 90 giorni dalla suddetta Legge (cioè entro il 15 gennaio 2003) la Giunta comunale provvede ad istituire il “fascicolo del fabbricato” (il 5 giungno 2003): successivamente il provvedimento verrà inviato ai Municipi: tempo 20 giorni e la Delibera verrà portata in Consiglio comunale.

L’avvio di una compagna per la sicurezza intende salvaguardare quattro aspetti perché sia efficace.

1.     non creare allarmismi o attenzioni sproporzionate rispetto alle necessità:

2.     non differenziare pretestuosamente gli edifici per non determinare immotivate variazioni dei valori immobiliari;

3.     contenere i costi della compilazione del fascicolo e nello stesso tempo renderlo strumento affidabile per il primo esame dell’edificio;

4.     avviare con determinazione la campagna per la sicurezza rendendo obbligatorio il fascicolo e necessario per qualunque successiva autorizzazione per opere edili nell’immobile.

Il  Comune di Roma è pronto a rilanciare il tema della sicurezza su vasta scala dando la giusta risonanza alla materia. Il fascicolo del fabbricato – insieme alle misure prese per la salvaguardia del sottosuolo (agenzia del Sottosuolo) e delle strade (Nuovo Regolamento Scavi) – è parte di  una politica generale per la sicurezza della città che il Comune di Roma sta sviluppando e che in tempi brevi sarà percepibile ai cittadini.